5 domande a...
Massimo Nitoglia
Intervista al Financial Services Director di Engineering.
Massimo Nitoglia dal 2023 a capo della Direzione Insurance del gruppo ENG con oltre 30 anni di esperienza nel settore Assicurativo, ha ricoperto ruoli di leadership executive in primarie corporation internazionali (EDS, HP, Capgemini) e anche una significativa esperienza come Managing Director presso l'azienda IT di un primario gruppo assicurativo.
Ha guidato programmi complessi di Outsourcing, Trasformazione digitale, Innovazione tecnologica e Modernizzazione dei processi core, operando come punto di connessione tra strategia di business e soluzioni IT. Riconosciuto per la capacità di gestire stakeholder di livello C‑level, accelerare la creazione di valore e abilitare la crescita sostenibile nel settore assicurativo.
Il panorama assicurativo degli ultimi anni non è più solo in una fase di transizione digitale, ma sta vivendo una vera e propria metamorfosi strutturale. Se il 2024 e il 2025 sono stati gli anni della sperimentazione (soprattutto con la GenAI), il 2026 è l'anno dell'adozione dell’AI su scala industriale e della gestione dell’impatto di questa tecnologia sotto il profilo della sicurezza e della continuità operativa.
Le aziende si trovano infatti a gestire una crescente complessità legata a rischi sistemici e interconnessi (dal cambiamento climatico al cyber risk) che impongono un passaggio da un modello operativo di tipo reattivo a uno sempre più orientato alla prevenzione e alla resilienza.
Parallelamente, l’adozione di AI, advanced analytics e piattaforme intelligenti sta trasformando profondamente i processi core, dall’underwriting alla gestione sinistri, abilitando efficienza operativa e decisioni data-driven.
Sta cambiando anche la relazione con il cliente: cresce la domanda di esperienze personalizzate, omnicanale e integrate in ecosistemi più ampi, anche grazie a modelli come l’embedded insurance.
Di conseguenza, le priorità strategiche si stanno spostando verso investimenti in tecnologie scalabili, sviluppo di partnership e integrazione dei temi ESG, con l’obiettivo di evolvere verso un modello customer-centric, proattivo e basato sui dati.
L'evoluzione dell'outsourcing nel settore assicurativo è passata da una logica di puro risparmio sui costi (cost-cutting) a una di resilienza e agilità strategica. Da un approccio del "togliersi un peso" a una scelta strategica che consente alle compagnie di acquisire competenze mirate e con velocità, investendo su quegli operatori che garantiscono qualità ed eccellenza su tematiche di interesse anche sfruttando nuove tecnologie come la GenAI.
Oggi l'outsourcing non è più "portare fuori il lavoro", ma "portare dentro l'eccellenza". In un contesto in cui l’innovazione tecnologica accelera e le competenze diventano rapidamente obsolete, affidarsi a partner specializzati permette di accedere a capacità difficilmente sviluppabili internamente nei tempi richiesti dal mercato.
Una compagnia che nel 2026 cerca di fare tutto internamente rischia di diventare un'isola tecnologicamente isolata e lenta, perdendo opportunità di innovazione e di creazione di valore.
Supportiamo gli operatori del settore facendoci carico della gestione operativa e della governance delle fasi più critiche del loro percorso, in particolare quando l’evoluzione societaria può mettere a rischio la continuità operativa, la compliance regolamentare e il rispetto delle scadenze.
Un esempio molto significativo e quasi unico nel suo genere è il progetto Cronos Vita con il supporto fornito alla scissione totale non proporzionale della compagnia assicurativa, il trasferimento del patrimonio alle cinque compagnie beneficiarie/acquirenti e la contestuale cessazione della compagnia originaria.
Il rischio principale era una discontinuità operativa e regolamentare in una fase in cui contabilità, fiscale, HR, operazione adempimenti normativi dovevano proseguire senza interruzioni. I compendi (insieme unitario di attività e passività per ciascuna beneficiaria) dovevano essere completati e assegnati correttamente e gli IVASS e le beneficiarie richiedevano un presidio neutrale, terzo e centralizzato.
In questo contesto siamo stati ingaggiati come Main Contractor della fase post scissione e della successiva fase di conservazione dei dati a lungo termine, assumendo un ruolo di governance ed esecuzione operativa integrata.
In particolare, abbiamo garantito la continuità di tutte le attività operative standard precedentemente in capo alla compagnia scissa (contabili, fiscali, HR, operative e normative), gestito la definizione e la finalizzazione dei compendi da assegnare alle cinque beneficiarie ed eseguito le relative operazioni tecniche di migrazione, operando come interfaccia unica verso beneficiarie, fornitori e consulenti.
Questo approccio ha consentito al cliente e alle beneficiarie di attraversare una delle fasi più delicate del ciclo di vita di una compagnia assicurativa senza discontinuità operative, ridurre il rischio regolamentare e operativo in un contesto IVASS sensitive e concentrare le beneficiarie sulle proprie priorità strategiche, delegando la complessità esecutiva a un soggetto unico e competente.
La gestione di una Hybrid Governance in contesti di grandi riorganizzazioni è la sfida più complessa. Non si tratta più solo di controllare dei fornitori o un singolo programma di trasformazione, ma di orchestrare un ecosistema dove i confini tra "interno" ed "esterno" sono sfumati.
Per garantire un allineamento tecnico e un coordinamento neutrale, ci si dota di meccanismi fondamentali che consentano di far convergere obbiettivi comuni e neutralità tecnologica.
Il key enabler in questi contesti è la capacità di disporre di tutte le competenze di governance e multidisciplinari (Finance, HR, IT, Procurement, Legal) integrate in un modello operativo unico che riduca le ambiguità e acceleri le decisioni, mantenendo al tempo stesso un presidio terzo e indipendente rispetto agli stakeholder coinvolti.
Come Gruppo Engineering siamo in grado di supportare questo tipo di percorso grazie a team multidisciplinari e con competenze sia verticali di business che trasversali sulle tecnologie coinvolte.
Il futuro del settore assicurativo nei prossimi anni non sarà definito solo dalla tecnologia, ma dalla capacità delle compagnie di ridefinire la propria identità sociale ed economica. In un mercato sempre più consolidato, la taglia dimensionale sarà una condizione necessaria, ma non sufficiente per vincere.
In pochi anni, la maggior parte delle polizze retail sarà digitale e, in gran parte, embedded: l'assicurazione non sarà più un prodotto acquistato separatamente, ma una funzionalità nativa di altri servizi.
In un contesto di crescente embedded insurance e partnership con banche, fintech e marketplace, la nostra piattaforma Universo ad esempio potrà agire da “core system” che colloquia con molteplici ecosistemi, trasformando l’adozione di soluzioni esterne in un vantaggio competitivo strutturale. La sua presenza diventa quindi un fattore di successo di sistema, perché eleva la maturità digitale del settore, riduce la complessità tecnologica per le compagnie e favorisce un’offerta di prodotti più flessibile, personalizzata e rapidamente scalabile.
Contestualmente sarà fondamentale sarà affrontare il paradigma del passaggio da Risk Transfer a Risk Mitigation. Le compagnie smetteranno di essere solo "esattori di premi" per diventare gestori di resilienza. Con l'aumento dei rischi sistemici (cyber e climatici), il costo del puro trasferimento del rischio diventerà insostenibile e sarà fondamentale l'eccellenza nella Data Science. Vincere non significherà avere più clienti, ma avere i dati migliori per prevedere e prevenire i danni, riducendo drasticamente il Combined Ratio.
Il mercato si dividerà in due grandi categorie:
Se il 2024 e il 2025 sono stati gli anni della sperimentazione, il 2026 segna per il settore assicurativo il passaggio decisivo: l’AI entra nella fase dell’adozione industriale e diventa un fattore chiave di resilienza, sicurezza e continuità operativa.
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