5 domande a...
Pasquale Caso
Intervista al White & Manufacturing Director di Engineering.
Pasquale Caso ha oltre 15 anni di esperienza nella vendita di servizi e soluzioni ICT, maturata in contesti complessi e a livello internazionale.
Laureato in Ingegneria Informatica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, è cresciuto professionalmente all’interno del Gruppo Engineering, ricoprendo diversi ruoli nel corso del suo percorso professionale: Delivery Manager per Engineering Do Brasil, Delivery Manager Italia per il mercato Pharma, Discrete, Fashion & Retail, e successivamente Sales Director cross market con focus su IoT e Supply Chain. Attualmente è Market Director per il mercato White & Manufacturing.
Nel suo ruolo, affianca aziende e team nella gestione di iniziative articolate e nei percorsi di evoluzione digitale, con un approccio strutturato e orientato alla creazione di valore.
In Engineering accompagniamo le aziende nel loro percorso di trasformazione verso una fabbrica intelligente e connessa, dove tecnologie come Intelligenza Artificiale, Internet of Thinks, Big Data, MES (Manufacturing Execution System) e PLM (Product Lifecycle Management) diventano leve di competitività ed efficienza, perché consentono di trasformare i processi produttivi, ottimizzare l'efficienza e migliorare la competitività.
Ognuna di queste tecnologie contribuisce in modo specifico all’evoluzione della Smart Factory: l’AI consente di automatizzare processi complessi e di migliorare la qualità dei prodotti; l’IoT mette a disposizione una gran mole di dati che, grazie ai Big Data, possono essere utilizzati per il monitoraggio delle performance, l’ottimizzazione dei processi e la manutenzione predittiva; infine, il MES monitora la produzione in tempo reale, garantendo l’efficienza delle Operations lungo tutta la catena del valore.
In questo scenario, inoltre, il Cloud rappresenta una tecnologia abilitante che rende possibile integrare macchine e sistemi assicurando scalabilità, interoperabilità e accesso ai dati in tempo reale. Grazie a modelli ibridi e multi-cloud, è possibile connettere ambienti IT e OT in modo sicuro e supportare soluzioni avanzate come Digital Twin, AI e piattaforme collaborative.
Il contributo di Engineering al Manifatturiero Digitale si fonda su una visione strategica e un approccio end-to-end alla trasformazione digitale, capace di integrare processi, tecnologie ed ecosistemi.
Siamo in grado di trasformare i dati in valore, grazie ad Analytics, Intelligenza Artificiale e Digital Twin, e di proteggere il futuro industriale, con soluzioni di Cybersecurity dedicate al mondo OT/IT. Il tutto valorizzando ecosistemi di ricerca, partnership e competenze specialistiche.
In questo senso, Engineering si propone come partner di riferimento per accompagnare le aziende verso una manifattura più efficiente, connessa e sostenibile.
Il Digital Twin, combinato con le tecnologie abilitanti citate poco fa, è un potente elemento di sviluppo, perché consente di simulare, monitorare e ottimizzare in tempo reale prodotti e processi produttivi riducendo il rischio intrinseco nella valutazione degli investimenti strategici.
La possibilità di testare numerose alternative e la sua natura olistica - un Digital Twin deve infatti rappresentare il sistema nel modo più completo possibile - abilitano un nuovo modello di collaborazione tra diverse funzioni aziendali, (acquisti, logistica, produzione…).
Questo porta a maggiore efficienza, riduzione dei costi e dei tempi di fermo, manutenzione predittiva e miglior qualità del prodotto. Inoltre, favorisce innovazione continua, sostenibilità e formazione avanzata del personale grazie a modelli virtuali realistici e interattivi.
Il procurement digitale è oggi uno dei pilastri della trasformazione industriale, perché consente di far evolvere una funzione tradizionalmente di supporto in una vera leva strategica per il business.
L’automazione e la digitalizzazione dell’intero ciclo di acquisto portano innanzitutto maggiore visibilità e controllo su spese, fornitori e performance, grazie a dati integrati e disponibili in tempo reale. A questo si affianca un significativo incremento dell’efficienza operativa, con processi automatizzati che riducono tempi, errori e costi amministrativi.
Un ulteriore beneficio riguarda il rafforzamento della collaborazione con i fornitori, attraverso piattaforme digitali e workflow trasparenti, oltre alla possibilità di prendere decisioni data-driven, supportate da analytics, AI e modelli predittivi per gestire rischi e opportunità. Infine, non vanno dimenticati due aspetti fondamentali: la sostenibilità e conformità, grazie al tracciamento digitale di materiali, fornitori e impatti ESG e l’agilità e resilienza della supply chain, con una gestione più rapida e flessibile di domanda, approvvigionamenti e criticità.
In sintesi, il procurement digitale libera valore, accelera la produttività e rafforza la competitività delle aziende manifatturiere.
Quando si parla di Security è fondamentale adottare un approccio strategico e graduale, che tenga insieme persone, processi e tecnologie. L’integrazione tra i diversi ambiti della sicurezza è infatti la chiave per ottenere una protezione realmente efficace.
Sono cinque i passi da seguire che consentano di ottenere risultati efficaci in questo campo: il primo è l’analisi dei rischi e mappatura degli asset per avere una visione completa di impianti, sistemi e informazioni da proteggere; viene quindi la mappatura delle tecnologie esistenti seguito dalla pianificazione di un piano di convergenza IT, OT e sistemi di Security; poi la definizione di modelli di governance, policy e percorsi di formazione, indispensabili per rendere la sicurezza efficace e sostenibile nel tempo e infine Il monitoraggio a 360 gradi e continuo e il miglioramento costante, per rispondere in modo tempestivo all’evoluzione delle minacce.
In sintesi, è importante partire dal rischio e dalla mappatura dei sistemi, non dalla tecnologia. Solo così si può progettare un’integrazione efficace, evitando soluzioni frammentarie e garantendo una Security realmente convergente tra mondo fisico e digitale.
Nelle Smart Factory l’Intelligenza Artificiale è già oggi un motore di trasformazione, ma nei prossimi anni il suo ruolo diventerà ancora più strategico e pervasivo.
Tra gli scenari futuri possiamo ipotizzare che le fabbriche evolveranno progressivamente verso sistemi sempre più autonomi, capaci di auto-regolare i parametri produttivi in tempo reale grazie all’AI. I macchinari poi comunicheranno tra loro, (Industrial IoT + AI), e prenderanno decisioni basate sui dati per ridurre sprechi, fermi produttivi e difetti.
Nasceranno Digital Twin intelligenti, cioè repliche virtuali di impianti e processi, capaci di simulare scenari e ottimizzare la produzione prima che gli eventi si verifichino nel mondo reale.
Dalla manutenzione “predittiva” dei guasti, si passerà alla manutenzione prescrittiva, dove l’AI suggerirà e programmerà autonomamente gli interventi più efficaci. Inoltre, l’AI supporterà gli operatori con sistemi di decision support e realtà aumentata per l’assistenza in tempo reale.
Un ruolo centrale sarà inoltre giocato dal monitoraggio e ottimizzazione dei consumi energetici di macchinari e stabilimenti, contribuendo in modo concreto agli obiettivi di sostenibilità e neutralità carbonica.
Tutti i dati generati lungo la produzione, la logistica e la distribuzione confluiranno infine in ecosistemi digitali connessi, abilitando una gestione integrata e più efficiente della supply chain.
La fabbrica del futuro sarà più flessibile, interconnessa e sostenibile, con l’Intelligenza Artificiale a fare da “cervello” capace di armonizzare persone, processi e tecnologie.
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