Mercato Locale della Flessibilità: il futuro delle Comunità Energetiche come nuovi attori BSP

Scopri come Neta aiuta Comunità Energetiche, Utility e BSP a valorizzare la flessibilità energetica, trasformando risorse distribuite, sistemi di accumulo e consumi flessibili in nuove opportunità di valore per la rete.

La transizione energetica europea non riguarda più soltanto la crescita della produzione da fonti rinnovabili, ma sempre di più la capacità di gestire in modo intelligente, dinamico e distribuito i flussi di energia.

In questo scenario si inserisce il Mercato Locale della Flessibilità (MLF), uno strumento destinato ad assumere un ruolo sempre più strategico nel sistema elettrico: consente infatti di valorizzare la capacità di produttori, consumatori e sistemi di accumulo di modificare temporaneamente i propri profili energetici in risposta alle esigenze della rete.

L’obiettivo è contribuire al bilanciamento tra domanda e offerta di energia elettrica, ridurre le congestioni sulle reti di distribuzione e aumentare l’efficienza e la resilienza complessiva del sistema.

Un’evoluzione che apre nuove opportunità non soltanto per i grandi operatori energetici, ma anche per Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), prosumer e risorse energetiche distribuite, che possono diventare protagonisti di un ecosistema energetico sempre più decentralizzato e partecipativo.

 

Cos’è il Mercato Locale della Flessibilità e perché è strategico

Il Mercato Locale della Flessibilità nasce per consentire ai DSO (Distribution System Operator) di approvvigionarsi di servizi di flessibilità messi a disposizione dalle risorse energetiche distribuite (DER) connesse alle reti di distribuzione.

In Italia il percorso è stato avviato attraverso i progetti pilota ARERA, a partire dalla Delibera 352/2021/R/eel e dalle successive evoluzioni regolatorie, tra cui la Delibera 118/2024/R/eel.

L’obiettivo è rendere la gestione delle reti elettriche più efficiente e flessibile, intervenendo sulle criticità locali anche attraverso risorse distribuite, in alternativa o in integrazione agli investimenti infrastrutturali tradizionali.

Gli attori principali del mercato della flessibilità elettrica sono:

  • GME (Gestore dei Mercati Energetici), che supporta i meccanismi di mercato e la gestione delle procedure economiche;
  • DSO, che monitorano le reti di distribuzione e individuano le esigenze locali di flessibilità;
  • BSP (Balancing Service Provider), che aggregano e coordinano risorse di produzione, consumo e accumulo per offrire servizi di flessibilità;
  • Comunità Energetiche Rinnovabili e prosumer, che possono mettere a disposizione capacità di consumo modulabile, produzione rinnovabile, sistemi di accumulo e altre risorse energetiche distribuite.

La crescita della flessibilità rappresenta una delle condizioni necessarie per accompagnare l’aumento della generazione da fonti rinnovabili e l’elettrificazione dei consumi, rendendo la rete capace di gestire una produzione sempre più distribuita e intermittente.

 

Il ruolo dei BSP nel mercato della flessibilità

I BSP (Balancing Service Provider) rappresentano una figura centrale nell’evoluzione del mercato elettrico.

Il loro compito è aggregare e coordinare risorse energetiche eterogenee, come impianti fotovoltaici, batterie di accumulo, pompe di calore, infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, carichi industriali e sistemi di demand response, trasformandole in capacità di flessibilità utilizzabile dal sistema.

Tra le principali attività di un BSP rientrano:

  • aggregazione delle risorse energetiche distribuite (DER);
  • gestione coordinata di produzione, consumo e sistemi di accumulo;
  • partecipazione ai meccanismi di approvvigionamento della flessibilità;
  • gestione delle richieste provenienti dai DSO;
  • fornitura di servizi finalizzati a ridurre o incrementare produzione e consumi in funzione delle esigenze della rete.

La capacità di aggregare numerose risorse distribuite consente di trasformare piccoli asset energetici, che singolarmente avrebbero un impatto limitato, in una risorsa aggregata in grado di generare valore economico e contribuire alla stabilità della rete elettrica.

 

Comunità Energetiche Rinnovabili: da autoconsumo a protagoniste del mercato

Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) nascono per produrre e condividere localmente energia da fonti rinnovabili, favorendo autoconsumo, sostenibilità e benefici economici e sociali per i propri membri.

Ma il loro ruolo può evolvere ulteriormente.

Una CER può infatti aggregare un insieme di risorse particolarmente interessanti per il mercato della flessibilità: impianti fotovoltaici, sistemi di storage, carichi elettrici modulabili e colonnine di ricarica dei veicoli elettrici appartenenti ai diversi membri della comunità.

La piattaforma Neta Energy Community supporta già la gestione dell’attuale modello nazionale delle Comunità Energetiche. A questa esperienza può affiancarsi un nuovo livello di evoluzione tecnologica finalizzato alla partecipazione delle CER ai mercati locali della flessibilità.

In questa direzione si inserisce BSP4CER, soluzione sulla quale Engineering sta lavorando per consentire alle Comunità Energetiche di evolvere verso un ruolo attivo nel mercato.

Il modello punta a coniugare gli obiettivi nativi di una CER, come la massimizzazione dell’autoconsumo e degli incentivi, con i nuovi obiettivi economici derivanti dalla remunerazione dei servizi di flessibilità.

Una Comunità Energetica potrebbe così aggregare i propri punti di prelievo e le proprie risorse energetiche distribuite, interagendo con il DSO e valorizzando sul mercato la flessibilità disponibile.

 

I vantaggi per una Comunità Energetica che evolve verso il ruolo di BSP

Questa evoluzione può generare benefici significativi:

  • Nuove fonti di ricavo e risparmio: la comunità può valorizzare economicamente la capacità delle proprie risorse di modificare produzione o consumi in risposta alle esigenze della rete.
  • Maggiore autonomia energetica: una gestione coordinata di produzione, consumo e accumulo permette di utilizzare in modo più efficiente l’energia prodotta localmente.
  • Valorizzazione di storage e mobilità elettrica: batterie e infrastrutture di ricarica possono diventare risorse attive nella gestione della flessibilità.
  • Benefici ambientali e sociali: una gestione intelligente dell’energia contribuisce alla decarbonizzazione, alla resilienza della rete e alla partecipazione attiva dei cittadini alla transizione energetica.

I membri delle CER possono così evolvere da semplici consumatori o produttori a prosumer consapevoli e fornitori attivi di servizi energetici.

 

Soluzioni digitali per il Mercato Locale della Flessibilità

La partecipazione al Mercato Locale della Flessibilità richiede infrastrutture digitali capaci di gestire grandi quantità di dati, integrare sistemi differenti e coordinare in modo efficace DSO, BSP e risorse energetiche distribuite.

I progetti pilota italiani stanno contribuendo a validare sul campo questi nuovi modelli.

RomeFlex, sviluppato nell’ambito della sperimentazione promossa da ARERA con il coinvolgimento di Areti, Engineering e altri partner tecnologici, rappresenta un esempio significativo di sperimentazione dei servizi di flessibilità locale.

Anche MindFlex, sviluppato nell’area di Milano con Unareti e GME, ha sperimentato meccanismi di approvvigionamento delle risorse di flessibilità, contribuendo alla costruzione di un modello sempre più strutturato.

L’industrializzazione delle soluzioni attualmente utilizzate nei progetti pilota può rappresentare il passo successivo.

Tra le componenti tecnologiche rilevanti rientrano:

Market Interface Platform: piattaforma di integrazione tra BSP, DSO e GME che supporta il processo di approvvigionamento della flessibilità elettrica tra operatori di rete e fornitori dei servizi di flessibilità.

BSP4CER: soluzione progettata per consentire al BSP di interagire con il DSO di riferimento, monitorare le richieste di flessibilità e individuare le DER contrattualizzate in grado di soddisfarle.

A queste possono affiancarsi componenti architetturali già presenti nell’ecosistema Neta, come Data Lakehouse e API Manager, creando un’infrastruttura digitale integrata per la gestione della flessibilità.

L’integrazione di queste tecnologie può quindi estendere la soluzione Neta Energy Community, aprendo una nuova dimensione di business per le Comunità Energetiche e consentendo loro di diventare attori del mercato della flessibilità, contribuendo alla stabilità della rete e beneficiando di nuovi flussi economici.

 

Conclusioni: il futuro delle Comunità Energetiche nel mercato della flessibilità

Il Mercato Locale della Flessibilità rappresenta una delle evoluzioni più significative del sistema elettrico italiano.

In questo nuovo scenario, le Comunità Energetiche Rinnovabili possono superare il ruolo tradizionale di produttori e consumatori locali per diventare soggetti capaci di offrire servizi di flessibilità alla rete, fino a evolvere verso veri e propri BSP di prossimità.

La capacità di aggregare impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo, infrastrutture di ricarica e consumi flessibili può trasformare le CER in una nuova risorsa per il sistema energetico.

Attraverso la piattaforma Neta Energy Community e le proprie soluzioni dedicate a DSO, Utilities e operatori del mercato energetico, Neta può supportare questa trasformazione come abilitatore tecnologico della flessibilità energetica, accompagnando imprese, comunità e istituzioni verso un ecosistema energetico sempre più decentralizzato, resiliente, digitale e sostenibile.